venerdì 23 agosto 2019

Grande partecipazione di pubblico per la presentazione libro Resistenti


Grande partecipazione di pubblico, nella sede della CGIL di Riesi, per la presentazione del libro di Giuseppe Calascibetta Resistenti, storie di partigiani, deportati e antifascisti di Riesi e della mostra curata da Attilio Gerbino RiESISTENTI. Il dibattito è stato moderato da Rosario Riggio e sono intervenuti il sindaco di Riesi, Salvatore Chiantia, il segretario della CGIL di Riesi, Filippo Marino e il segretario della CGIL di Caltanissetta, Ignazio Giudice.


Filippo Marino porta i saluti della CGIL di Riesi e ribadisce la necessità di consolidare i rapporti di collaborazione tra la CGIL e l’ANPI sui temi dell’antifascismo, della democrazia e della difesa della Costituzione; occorre fare fronte comune e porre un argine ai fenomeni discriminatori, razzisti, antisociali per combattere il populismo demagogico e, in questo, anche il contributo dell’arte è utile per tramandare la memoria storica dell’antifascismo.




Rosario Riggio, nell'introdurre il dibattito, ricorda il convegno Meridionali e Resistenza che ha organizzato il 6 agosto del 2013, sempre nella sede della CGIL di Riesi, dove è stato presentato il primo elenco di nominativi di partigiani riesini. Da quel convegno parte l’idea di aprire una sezione ANPI a Riesi di cui diventa referente Giuseppe Calascibetta che porta avanti il lavoro di ricerca sui partigiani, gli antifascisti e i deportati riesini e che trova un primo approdo nella presentazione del libro Resistenti.
Salvatore Chiantia, sindaco di Riesi, ribadisce la disponibilità dell’amministrazione ad aderire alle iniziative promosse dall’ANPI locale, patrocinando il libro in questione e l’iniziativa in corso. Per il sindaco - ricordando il giovane Gaetano Butera, Medaglia d’oro al valor militare, trucidato dai nazisti alle Fosse Ardeatine e a cui l’amministrazione comunale ha intitolato il Centro polivalente comunale – la storia di questi nostri concittadini deve essere da esempio.
Ignazio Giudice, evidenzia come questa iniziativa promossa dall’ANPI e dalla CGIL consolida il sodalizio sui temi dell'antifascismo, della democrazia e della difesa della Costituzione sempre più attuali, visto il momento caratterizzato da fenomeni di razzismo e crisi dei valori democratici. Lo stesso ricorda la battaglia per il referendum costituzionale proposto da Renzi e la collaborazione tra la CGIL e l’ANPI a difesa della Costituzione e l’importanza delle iniziative svolte che stanno portando a crescere le sezioni ANPI in provincia di Caltanissetta.



Attilio Gerbino curatore della riedizione della mostra RiESISTENTI, citando i nomi degli artisti partecipanti (Tina Aldisi, Filippo Bordonaro, Attilio Gerbino, Lisa Giuliana, Tonino Perno, Domenico Pistone, Rosario Riggio, Vincenzo Scimone e Giuseppe Vella), racconta come dalla prima edizione della mostra, avvenuta nell’agosto del 2016 presso la Casa comunale in piazza Garibaldi, si arriva alla decisione di prestare le opere in comodato d’uso alla CGIL locale con lo scopo di far maturare nei cittadini, attraverso l'arte, la consapevolezza di parte della propria storia legata alle donne, gli uomini, i luoghi e i fatti legati all’antifascismo e alla Resistenza. Tra le opere in esposizione si citano: il dipinto di Lisa Giuliana dedicato alle donne antifasciste riesine protagoniste coraggiose di riunioni politiche clandestine; l’opera di Attilio Gerbino che, scelta come immagine di copertina del libro, raffigura simbolicamente il palazzo dove avvenivano gli interrogatori e le torture ad opera della polizia fascista; infine il quadro, intitolato Abbraccio (a simboleggiare l’abbraccio tra il periodo artistico siciliano e quello piemontese) che Rosario Riggio dedica all’artista riesino Filippo Scroppo, antifascista e membro del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, attraverso la citazione di sue opere realizzate tra gli anni Venti e gli anni Ottanta del Novecento.


Giuseppe Calascibetta, l’autore, presentando il suo volume dà notizia dell’individuazione di un nuovo partigiano riesino, Giuseppe Golisano, tra le vittime della Strage dell’Olivetta a Portofino dove, nella notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1944, furono fucilati ventidue prigionieri politici, prelevati dalla IV sezione del carcere di Marassi, i cui corpi vennero dispersi in mare. Nella città ligure, a ricordo dell’eccidio, venne innalzato un monumento. La storia di Giuseppe Golisano si può accostare a quella di Gaetano Butera, morto nelle Fosse Ardeatine a Roma, e, come lui, vittima dei nazisti. Calascibetta conclude il suo intervento con un appello ad eventuali famigliari, ancora in vita, a presentarsi all’ANPI di Riesi per completare la ricostruzione storica e ricevere le dovute benemerenze in memoria del martire della Resistenza.

Pino Testa, ricorda il lavoro svolto dalla Maestra Cesarina Conti con la classe 5 C del Plesso Lago anno scolastico anno 1987/1988 su Gaetano Butera, mettendo in evidenza l’importanza e il ruolo della scuola sulle tematiche dell’antifascismo.
Rosario Riggio, nel passare la parola al Sindaco per le conclusioni, chiede all’amministrazione di realizzare una stele in marmo, con i nomi delle medaglie d’oro, da collocare nel giardinetto davanti al Comune; una targa in memoria di Golisano Giuseppe, da collocare nel corridoio del Centro polivalente Gaetano Butera e di proseguire con le benemerenze da conferire ai famigliari degli antifascisti, dei partigiani e delle vittime del nazifascismo.

Il sindaco conclude mettendo in evidenza come il libro sia un tassello inedito della storia del nostro territorio e si impegna a diffondere e trasmettere questa eredità alle future generazioni che con la consapevolezza del proprio passato posano evitare in riaffacciarsi dell’epoca buia dell’autoritarismo. In seguito alle richieste di Attilio Gerbino e Rosario Riggio proporrà alla commissione toponomastica l’intitolazione di una struttura pubblica all’artista Flippo Scroppo.

L’ANPI di Riesi ringrazia i presenti che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, il sindaco Salvatore Chiantia; la vicesindaco Rosy Pilato, il vicepresidente del Consiglio comunale Salvatore Lombardo, il consigliere Gino Scibetta, Marco Ministeri, le ragazze e i ragazzi del liceo di Riesi, i parenti degli antifascisti, partigiani e deportati di Riesi, il presidente dell’Auser Pino Testa, il presidente dell’Interact Giuseppe Volpe, i ragazzi dell’Associazione I Girasoli e Filippo Marino, segretario della CGIL di Riesi che ha ospitato la manifestazione.





martedì 20 agosto 2019


Ferdinando Di Legami, un antifascista riesino


La Sicilia, durante la seconda guerra mondiale, è stata la regione che ha contribuito alla storia della Resistenza partigiana, attraverso la partecipazione di molti meridionali in numerose brigate armate-antifasciste   stanziate nelle regioni del Nord Italia

Contemporaneamente molti cittadini, nei comuni siciliani,  attuavano una lotto politica contro i podestà, attraverso azioni antifasciste: azioni di sabotaggio di strutture pubbliche, comizi o riunioni illegali contro il fascismo, denigrazione del pensiero fascista…
Tutte azioni che venivano intraprese in maniera consapevole dai molti lavoratori che avevano aderito  alle cellule clandestine nissene gestite dal futuro comandate:  Pompeo Colajanni.  A Riesi, la cellula era presieduta dal ex-segretario della Camera del Lavoro, Ferdinando Di Legami: successore politico di Giuseppe Butera che ha dato il via alla Repubblica di Riesi.

Questa nostra tesi viene testimoniata dello storico LUIGI BUTERA, che nel suo libro “Uomini, fatti e aneddoti della storia di Riesi” riporta gli ultimi anni di vita di Giuseppe Butera, rinchiuso in carcere a Palermo e perseguitato dalla malattia che incombeva su di lui. Per questo ottenne la grazie e viene rilasciato per tornare a Riesi. Il disciolto PCI riuscì a racimolare 50 Lire per coprire le spese del viaggio di ritorno e viene scelto per questo incarico, il giovane Ferdinando Di Legami

Recatosi in quel luogo nel luglio 1924, dopo avere apposto la sua firma a garanzia, ottenne, dalla direzione di quel carcere il rilascio dell’ammalato. Affinché potessero viaggiare  più comodamente fino alla stazione di Caltanissetta, il Di Legami aggiunse  ancora del denaro suo per occupare due posti di prima classe in un vagone.  Il loro arrivo alla stazione era stato già segnalato alla Questura di Caltanissetta che per misura precauzionale mandò alcuni suoi agenti a  gironzolare vicino all’uscita dei passeggeri. I disagi del viaggio estenuarono le forze dell’ammalato. Il Di Legami, per farlo rimettere, pensò, prima di proseguire per Riesi, di sostare due giorni nel vicino “Albergo Ferrovia”. Per evitare qualche rappresaglia che potesse avere  luogo al loro arrivo da parte dei fascisti riesini, pensò di partire in un’ora tale da poter arrivare di notte. Poiché in quei tempi non esisteva  alcun servizio pubblico per passeggeri si servi di una carrozza da nolo che dovette ben pagare.
Durante la malattia il Butera mantenne la sua calma; sperò di potere riacquistare le forze, ma, per l’aggravarsi del male, rassegnato al suo destino, la mattina del 18 dicembre 1924 verso le ore 9 esalò   l’ultimo respiro. Pochi furono i suoi fedeli compagni che vollero accompagnarlo all’ultima dimora, non mancarono però, dietro quel feretro,  parecchi agenti di P. S. che nonostante piovigginasse, seguirono la bara  fino al cimitero. Tumulata la salma in un loculo, l’imbocco fu chiuso con  una lastra di marmo con questa epigrafe “A Giuseppe Butera, martire  politico”. Ma queste ultime parole non suonavano bene alle orecchie di uno dei podestà che ordinò di farle scomparire a colpi di scalpello lasciando il solo nome e cognome”.

Ferdinando Di Legami divenne il segretario politico del PCI di Riesi clandestino, e la sua abitazione insieme alla sua sartoria divenne il raduno di molti antifascisti che di notte si incontravano per leggere il giornale e creare delle strategie offensive verso il Partito fascista riesino. La biografia completa di questo personaggio storico dell’antifascismo riesino è stata approfondita nel libro Resistenti, storie antifascisti, partigiani e deportati di Riesi  con la testimonianza e con documenti inediti forniti dal nipote di Ferdinando Di Legami, Salvatore Porrovecchio, attuale segretario del PD di Riesi, che ha dato la massima disponibilità per ricostruire la biografia inedita di questo personaggio inedito della storia riesina.

sabato 17 agosto 2019

Partigiani gelesi dimenticati anche il 25 aprile, Mulè ne ha censiti 70

Partigiani gelesi dimenticati anche il 25 aprile, 
Mulè ne ha censiti 70




Gela. Non solo la storia ha cancellato i gelesi attivi nelle formazioni partigiane del Nord Italia e quelli che fecero parte della Divisione Garibaldi a fianco dell’Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo. Ieri, in occasione della ricorrenza del 25 aprile il copione si è ripetuto e nessuno ha ricordato i militari gelesi della Seconda guerra mondiale che rischiano di finire nel dimenticatoio.
A lanciare un appello, ancora una volta, è il cultore di storia-patria, Nuccio Mulè, che ha censito almeno settanta militari che dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 non aderirono alla Repubblica Sociale dei repubblichini e fecero la scelta, assieme a tanti altri italiani, di combatterla anche col sprezzo del pericolo, finito per diversi col sacrificio della vita.


Una buona parte di questi combattenti gelesi per la libertà fu catturata dai tedeschi e, come avvenne per moltissimi altri soldati, deportata nei campi di concentramento e in quelli da lavoro in Germania. Gelesi di tutte le estrazioni sociali, molti di essi contadini e commercianti, che lasciarono la loro attività che, incredibilmente anche a Gela, fu supplita subito dopo dalle mogli e dai figli.

Ecco di seguito alcuni nomi dei partigiani gelesi che rischiano di finire nel dimenticatoio:
Alfieri Carmelo (nato il 2 aprile 1924), partigiano col nome di battaglia “Artista” nella 103a Brigata “Amendola”;
Ascia Giovanni di Paolo, catturato dai tedeschi a Corfù ed evaso dal campo di prigionia per passare come partigiano con la resistenza iugoslava;
Brigadeci Nunzio di Carmelo (nato il 18 giugno 1916), partigiano con la formazione “Divisione Italia”, mutilato di guerra e decorato con Croce al Merito;
Caccamo Giuseppe (nato il 9 marzo 1920), partigiano col nome di battaglia “Loris”;
Cacioppo Carmelo di Francesco, tesserato dell’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia);
Carfì Emanuele (nato l’11 marzo 1924), partigiano col nome di battaglia “Orlando”;
Cascelli Orazio (nato il 27 maggio 1920), partigiano col nome di battaglia “Demonio”; Cosentino Emanuele di Rosario (nato il 27 agosto 1921), partigiano col nome di battaglia “Olis”, caduto il 19 marzo 1945 a Borgo San Dalmazzo in provincia di Cuneo;
Ferro Rocco di Rosario (nato il 2 settembre 1920) a cui gli fu conferito nel 1984 il Diploma d’Onore di Partigiano “Combattente per la libertà della Patria 1943-45” a firma del Presidente della Repubblica Sandro Pertini;
Interlici Giuseppe di Vincenzo (nato il 7 agosto 1920), partigiano col nome di battaglia “Peppino”, appartenente alla 103a Brigata Partigiana “Amendola” e al Comando Militare Regione Piemontese del Corpo Volontario di Liberazione;
Pelligra Giorgio (nato il 29 ottobre 1908), partigiano col nome di battaglia “Romano”; Pervasi Emanuele di Domenico (nato il 27 ottobre 1920) , partigiano inquadrato nella formazione francese F.F.I. (Forces Françaises de l’Intérieur);
Turco Angelo (nato il 1° gennaio 1920), partigiano col nome di battaglia “Gino l’arabo”;
Villari Francesco (nato il 20 maggio 1923), partigiano decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria con Decreto Presidenziale dell’11 febbraio 1963, in quanto “…con generoso slancio si univa ad un nostro reparto corazzato che, non lontano combatteva contro soverchianti forze tedesche. Nell’aspra e cruenta lotta, combattendo fianco a fianco con i carristi, si distingueva per l’indomito valore e ardimento. Cadeva poco dopo, colpito da una raffica di mitragliatrice. Fulgido esempio di preclare virtù militari. Parma 9 settembre 1943”.
Crapanzano Angela di Emanuele (nata il 30 settembre 1919), partigiana, con qualifica di “Patriota”, della Formazione della 1a Div. “Langhe” col nome di battaglia “Gina”;
Puzzo Angela di Fortunato (nata il 3 gennaio 1905), partigiana con qualifica di “Benemerita”, in Piemonte con la 2a Div. della 183a Brigata “Valle Aosta”.
“La ricorrenza di giovedì 25 Aprile in città – spiega Mulè – dovrà avere un significato particolare per richiamare alla memoria questi nostri concittadini, patrioti partigiani per la causa della libertà. Da tempo dimenticati”.


Riesi. Presentazione del saggio storico: 
Resistenti, storie di antifascisti, 
partigiani e deportati di Riesi



Giorno 21 agosto 2019 a Riesi viene presentato un nuovo libro sulla storia della seconda guerra mondiale: “Resistenti, storie di antifascisti, partigiani e deportati di Riesi”. Un saggio storico curato da Giuseppe Calascibetta, e promosso dal Comune di Riesi e dell’ANPI provinciale di Caltanissetta.

Un progetto che ha avuto inizio nel 2008, grazie all’impegno del prof Rosario Riggio e che adesso trova attuazione con la presentazione del volume presso la CGIL di Riesi alle ore 20.00 in Via Principe Umberto n. 21  con la presenza del sindaco del Comune di Riesi, Salvatore Chiantia del  segretario provinciale CGIL Caltanissetta, Ignazio Giudice, del segretario della  CGIL Riesi,  Filippo Marino e  Attilio Gerbino curatore della mostra artistica dal titolo: “RiESISTENTI”.

Un percorso artistico culturale che viene riproposto per fare conoscere più da vicino i volti e le storie che ruotano attorno alla resistenza, all’antifascismo e alle storie dei deportati nei campi di prigionia.

Tre queste compiano la storie del famoso artista riesino, Filippo Scroppo che è stato un partigiano, intellettuale antifascista e in affermato artista a livello internazionale; le cui opere sono esposte nei principali musei nazionali. Oppure la storia della prima e unica staffetta partigiana riesina: Antonia Lepore, una donna che ha aiutato in prima linea i partigiani.

Una storia, tante storie  di riesini che si sono distinti nella della seconda guerra mondiale ripescate attraverso diari, racconti, testimonianze, foto e documenti ufficiali, per dare dignità e valore alle loro storie.

Le donne nissene nella Resistenza partigiana


Le donne nissene nella Resistenza partigiana




Negli ultimi anni grazie all'impegno profuso dal Comitato Provinciale ANPI di Caltanissetta coordinato dal presidente Giuseppe Cammarata, con l’ausilio delle diverse sezioni ANPI locali del territorio nisseno, stanno emergendo parecchie storie di uomini e donne che hanno dato un contributo notevole alla storia della resistenza partigiana nel nord e centro Italia.

In questo mosaico di storie e testimonianze troviamo anche delle donne che hanno partecipato attivamente nella Resistenza con il ruolo di staffette partigiane, rompendo cosi il dogma patriarcale, che vedeva la donna come semplice custode del focolare domestico.

Molte donne e ragazze adolescenti portavano a termine delle missioni speciali in favore del movimento della Resistenza: garantivano i collegamenti tra le brigate e mantenevano i contatti tra i partigiani e le famiglie e, quando l'unità partigiana arrivava in prossimità di un centro abitato, entravano per prime in paese, per assicurarsi che non vi fossero nemici e dare il via libera all'avanzata dei compagni.

Tra le donne nissene possiamo ricordare:

CAMMARATA Adele, nata a San Cataldo (Caltanissetta) il 28.10.1899, partigiana combattente nel Lazio nella Formazione “Banda Vespri” dal  9 settembre 1943.

CRAPANZANO Angela in Turco   nata a Gela ( Caltanissetta)  il 30.09.1919, patriota combattente in Piemonte nella 1^ Divisone Langhe dal maggio 1944, nome di battaglia “ Gina”.

NOTO Vincenza nata a Mussomeli ( Caltanissetta), emigrata in Piemonte. Partigiana dal giugno 1944, Divisione Mat. Davito, morta il 26/10/1944.

PUZZO Angela nata a Gela ( Caltanissetta) il 3/01/1905. Partigiana in Piemonte dal novembre 1944, 2a Divisione Valle Aosta 183a Brigata.

TALLUTI  Giovanna nata a Caltanissetta  il 4.09.1897, partigiana in Piemonte, 34a Brigata RG SAP Bocca.

LEPORE  Antonia, nata nelle Marche ma è vissuta per parecchi anni nel Comune di Riesi. Una ragazza adolescente che diventa inconsapevolmente staffetta partigiana,  solo dopo aver salvato il partigiano riesino Giovanni Sanfilippo da un imboscata dai tedeschi. Un esperienza che li unisce per tutta la vita fino a diventare marito e moglie dopo la guerra.

La storia di quest’ultima donna è stata scoperta dall’ANPI Riesi con l’ausilio dei famigliari del partigiano Giovanni Sanfilippo che hanno deciso di raccontare la loro storia d’amore nel libro Resistenti, storie di antifascisti, partigiani e deportati di Riesi che sarà presentato a Riesi, giorno 21 agosto alle ore 20.00 presso la CGIL in Via Principe Umberto n.21.

mercoledì 14 agosto 2019

Gaetano Butera, Partigiano

Gaetano Butera

Nato a Riesi (Caltanissetta) l'11 settembre 1924, ucciso a Roma il 24 marzo 1944, decoratore, Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.

venerdì 9 agosto 2019

Riesi. Resistenti: un libro sulla memoria della Seconda Guerra Mondiale

Resistenti. Un libro sulla memoria 
della Seconda Guerra Mondiale. 





Il valore della memoria nasce dall'esigenza di ascoltare, vivere ed emozionasi con le storie del nostro interlocutore. Trascrivere la sua memoria, serve a farla affiorare dal buio del passato dove è immersa. 

Scrivere la memoria privata di ogni uomo e donna che ha vissuto una determinata epoca, serve a dare maggiore valore alla storia stessa, renderla più emozionale ed empatica al lettore. 

La storia non è fatta solo di date, luoghi e fatti da ricordare a memoria, ma di esperienze, scelte giuste o sbagliate che siano che costruiscono il nostro humus culturale e  che ci guida nelle nostre scelte di di vita . 

Il libro “Resistenti” promosso dal Comitato Provinciale ANPI Caltanissetta e il Comune di Riesi, è un mosaico di storie di tanti  riesini resistenti che hanno lottato il fascismo durante la seconda guerra mondiale. 


a cura di ANPI RIESI 

Grande partecipazione di pubblico per la presentazione libro Resistenti

Grande partecipazione di pubblico, nella sede della CGIL di Riesi, per la presentazione del libro di Giuseppe Calascibetta  Resistenti, st...